Vernissage “What About Leftovers” di Milena Annaloro

In copertina, opera dell’autrice

Lo Straniero Libreria

presenta

WHAT ABOUT LEFTOVERS

di Milena Annaloro

C’è qualcosa che pulsa e non si lascia nominare nelle opere di Milena Annaloro. La pittura non è superficie: è carne sottile, epidermide che respira. Le fibre, i rossi, i veli traslucidi sono vene aperte di un organismo che continua a rigenerarsi nonostante la ferita.

Milena non dipinge: cura. Ogni gesto è un atto chirurgico e affettivo insieme, una riscrittura del dolore dentro la materia. La pittura diventa un corpo, e il corpo un campo di tensioni, un’architettura fragile che si sostiene con fili, chiodi, parole.
Sulla parete, le sue frasi si arrampicano come tendini: “L’approvazione della vita fin dentro la morte.”
È una frase di Friedrich Nietzsche, da La nascita della tragedia: il grido dionisiaco di chi accetta la vita in ogni suo eccesso, anche nel disfacimento. In Milena, quella visione non diventa citazione ma gesto incarnato  la pittura è la prova tangibile di quell’“approvazione”. Come in Nietzsche, l’orrore e la bellezza non si escludono, si intrecciano: la morte non è negazione, ma compimento della vitalità. Nelle sue tele, il dionisiaco è una materia che pulsa, una resa totale al vivente, fin dentro la rovina.
È qui il nucleo della sua visione: non una celebrazione della fine, ma un attraversamento vitale, feroce, necessario. Dentro la decomposizione, la vita ribolle ancora.
Il rosso è linfa, non ferita. L’organico si mescola all’astratto, il gesto manuale all’urgenza intima  come se la pittura sapesse ciò che la carne tace.
Milena costruisce i suoi lavori come si costruisce un altare o un esperimento. I materiali poveri, le corde, i teli impregnati diventano tracce di una liturgia domestica del sentire. L’artista non separa mai la vita dall’opera: tutto accade nello stesso spazio emotivo, vulnerabile, politico.
Nei suoi lavori la pittura è corpo e la stanza è teatro: un luogo in cui la presenza non si rappresenta, ma si manifesta.

La morte, in fondo, non è che l’altra faccia della conoscenza.
E in quel punto estremo dove il colore sanguina, dove la parola si sfibra la vita di Milena Annaloro continua a pronunciarsi, testarda, vibrante, infinitamente viva.

Togaci Gaudiano

SULLA SERIE: 

WHAT ABOUT LEFTOVERS (?)

“Nel bidone dell’umido
abbandonato al sole, larve di
mosca imperlavano una morte
che non avevo il coraggio di
chiamare carcassa.

Lontano da occhi indiscreti,
meravigliosi e sfacciati,
brillanti 
della stessa violenza di un parto,
marcivano
gli avanzi”

🎭 Vernissage e performance di Milena Annaloro

🗓 Venerdì 21 novembre
🕕 Ore 18:00
🎟 Ingresso gratuito

📍Lo Straniero – Libri da Altrove
Via Vanchiglia, 36/D
10124 – Torino


L’autrice

Milena Annaloro nasce a Torino nel 1998. Dipinge, agisce, costruisce spazi che respirano con lei. Nella pittura, nella performance, nell’installazione, tutto è materia viva: pelle, colore, voce. La sua pratica è un corpo che pensa, un corpo che sente e che cerca nell’altro una forma di salvezza. Nei suoi lavori, la vulnerabilità diventa un gesto di fiducia, un’offerta, una possibilità di riconoscersi. Formata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con un passaggio alla School of Disobedience di Budapest, oggi frequenta la magistrale in Comunicazione, Arti e Media all’Università di Torino.

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